venerdì 8 giugno 2012

Non è una bici da poser

In genere non posto mai "robe" tecniche, ma solo emozioni e avventure.
Questa volta, peró, mi voglio soffermare sul nuovo mezzo che ho allestito; lo faccio perché se è vero che il fine giustifica i mezzi, la nuova Salsa Fargo sarà il mezzo che mi permetterà di vivere avventure e inanellare tanti tour che per ora sono solo nella mia testa.

Una drop bar mtb? Perché?
Perché certi percorsi sterrati con un ciclocross non li fai per via della gomme troppo piccine, perché quando stai 15 ore in sella per diversi giorni il manubrio di una mtb diventa stancante e non lascia molte alternative alla posizione delle mani/braccia.
Perché una Fargo? Perché è in acciaio, perché ha la possibilità di montare infiniti accessori, dai 5 porta borraccia ai vari portapacchi anteriore, laterali, posteriori, è compatibile con le borse revelate designs per caricarci di tutto senza aver beghe con i portapacchi, perché nasce proprio per essere caricata.
Insomma, una bestia da soma con un cuore da purosangue!

Davanti al bar potrà suscitar commento di ogni tipo, da chi resterà affascinato a chi la deriderà, passando per quelli che mai immaginerebbero di cosa si possa fare con una semplicissima bicicletta!

Quindi, ora, il giochino è acceso, le idee ci sono e il mezzo per realizzare è pronto.
Non resterà che dare il via e iniziare a giocare!

lunedì 28 maggio 2012

RELAX

ho corso di nuovo...
la gara di casa, a Cogne, non si può non fare. il percorso, anche se per niente tecnico e per niente adatto alle mia caratteristiche (come ha detto Basso per tutto il giro) mi piace un sacco.
a Cogne c'è una specie di magia d'antan, lontana dalle altre granfondo nazionali. qui è tutto più ruspante e genuino, sembra di essere proiettati indietro nel tempo di 15 anni.
ho fatto la mia gara, non ero al 100% (forse appena al 70...) ma mi sono comunque divertito...
sono però tornato a casa con una idea fissa: ho voglia di singlespeed.

così questa mattina, con calma, sono salito in furgone fino a Saint Nicolas e ho fatto il mio giro tipo del pre e post gara. panorami da riempirsi gli occhi, silenzio, pace... la mia bike monomarcia procedeva leggera e silenziosa, gli uccelli del bosco cantavano allegri. ogni tanto alzavo lo sguardo dal terreno, per riempire i miei occhi e il mio cuore di tanta bellezza.




mi sono fermato un attimo sotto un albero, in pace, ad ammirare il paesaggio. nonostante io viva qui da sempre, rimango ogni volta affascinato dal posto in cui ho la fortuna di stare. mi bastano 15 minuti di auto o 50 di bici per essere in paradiso!

pedalando oggi mi sono emozionato! ho visto marmotte, volpi, cervi, aquile e falchetti. ho annusato l'aria pura, non ho visto nessun essere umano. come si stava bene lassù!
ho acquisito la consapevolezza che io sono destinato a stare nella natura, non posso mischiarmi in mezzo a mille altre persone che ottano per arrivare prima di me. io ho bisogno del bosco, ma devo poterlo ammirare, annusare, respirare. non mi va più di sfrecciare a tutta velocità e a testa bassa, perdendomi questa meraviglia.
io ho bisogno di vivere il bosco in relax.

ho capito che la singlespeed mi aiuta a fare questo, ho capito che la singlespeed è il mio modo di vivere la mountain bike, la montagna, la mia vita.
ho capito che, sarò pazzo o scemo, le prossime gare le farò di nuovo in singlespeed, compresa la mb race. se poi non starò nel cancello orario, toglierò la tabella e proseguirò senza numero, respirando il bosco e lasciando la classifica a chi ne è più interessato.

non voglio più vivere la mia passione con tutto questo agonismo, io voglio viverla con calma e serenità. se poi ogni tanto ci metterò dentro una gara, sarà per vedere un posto nuovo, un sentiero che altrimenti mai percorrerei, ma di sicuro non per dimostrare a qualcun altro che io sono più veloce di lui. e per questo lo farò in singlespeed!

mi potrei attirare delle critiche, ma ormai ne ho avuto la riprova definitiva: gears is for loosers!

domenica 20 maggio 2012

Un risveglio da campione

Dormo poco. In genere 5-6 ore per notte. Di più proprio non riesco.
Ora sono qui, nel furgone, sotto una pioggia battente e incessante. Dopo aver riposato per circa 13/14 ore filate.
Come mai? Cos'è successo?

Beh, partiamo da lontano.
Lo scorso anno alla 24 ore di Finale presi il primo schiaffo della mia vita: ritirato dopo 12 ore.
Mi ripromisi che non avrei più corso una 24ore, troppo dura, troppo "disumana", troppo tutto...

Qualche mese dopo Mauro mi manda una mail dove mi dice:"Marco, la 24h di Finale sarà valida come campionato del mondo! Dai che ce la fai !"...
Ecco, fregato! Per il primo anno in vita mia mi alleno con un po' più di testa e meno "alla buona", percorro un terzo dei km in più rispetto allo scorso anno e mi sento pronto alla sfida.

Ho i mezzi giusti, grazie ai miei sponsor e ai miei contatti, per fare bene. La mia NINER JET RDO è un mezzo incredibile, spazia dal trail riding all'endurance con un semplice cambio gomme! Ho un impianto luci forniti da MAGIC SHINE ITALIA (tramite l'amico Roberto Chirio) in grado di incendiare i boschi per quanta luce genera! Ho la mia solita SPIRUL ENERGY a darmi forza, mi aiuta a non farmi venire i crampi, a sentirmi al 100% senza ausilio di altri integratori!

Mi preparo da ometto serio, per un mese non bevo birra, cerco di mirare le uscite lunghe e i recuperi, faccio tutto come si deve!
Ora sono qui, carico, pronto, determinato.
Non mi resta da far altro che pedalare, alimentarmi, controllarmi...

Non inizia nel migliore dei modi: dopo solo 4 ore sono piantato, le gambe dure, faccio fatica. La mia solita crisi della quarta ora, lo so, mi conosco!
Mangio pasta, bevo cocacola. Via, ripreso bene!

Monto le luci, sono tra i primi a farlo: non vedo l'ora che sia buio! Adoro la notte, tutto si placa, i sensi si fanno più sensibili... Faccio una fatica incredibile a controllarmi, vorrei andare più forte, ne ho, mi sento bene! Ma so che con l'alba sarà meglio, so che il mio corpo penserà di aver riposato e so che questo mi darà la forza per darci dentro alla grande!

Alle 4/5 del mattino arriva il mio amico Riggi, é venuto fin qui per assistermi, un grande! Grazie a lui inizia a concretizzarsi l'idea che i 50' di distacco dal primo non siano incolmabili, che con la testa e con l'astuzia la mia gara può diventare LA gara della vita. Ogni mezzo giro mi da i tempi, recupero tantissimo, sto bene, il mio corpo si è svegliato dalla notte, ho idea di essere quasi fresco e riposato!
E infatti, minuto dopo minuto, giro dopo giro, il divario si assottiglia, si annulla, e gira a mio favore. All'ultima ora sono in testa con 36 minuti di vantaggio! Non mollo, a tempo quasi scaduto inanello un ultimo, decisivo giro, percorrendone così uno in più del mio avversario diretto!

All'arrivo Riggi mi aspetta con una birra, al solito taglio il traguardo birra al cielo, come per brindare con tutti i concorrenti: vengo acclamato come se fossi un eroe!

Mia moglie Cora, immensa, grande, indispensabile, dopo che mi ha fornito un'assistenza perfetta e ineccepibile, ora è li, senza aver chiuso occhio per più di 32 ore, ad attendermi per festeggiare, con gli occhi pieni di lacrime di gioia!

Alla premiazione vengo accolto con applausi, Enrico mi confessa di aver seguito con passione la mia rimonta, dice che è stato entusiasmante assistere ad una rimonta così!
Anche lui è emozionato, si vede che è felice di premiarmi!

Chiudo così la prima gara importante di stagione, con un risultato inaspettato ma su cui ho lavorato molto. Non cambierà nulla nella mia vita ma, ogni volta che vedrò la mia maglia iridata, mi verranno in mente mille ricordi bellissimi!!!!

lunedì 14 maggio 2012

(anti)agonista

Ok, lo so, sono un agonista.
mi piace mettermi alla prova e sfidare me stesso in prove (spesso idiote) per vedere dov'è il mio limite, oppure solo per capire se "quella cosa si possa fare".

ora ho in mente solo la 24h di finale, questo fine settimana. ho fatto credere a me stess oche mi importava poco, che avrei fatto la MIA gara, senza badare al risultato...
bene, mancano pochissimi giorni e l'agitazione si fa sentire! mi sembra ovvio!

iscritto come elite, decido di correre geared e non singlespeed. poi decido che forse è meglio correre nella mia categoria di età, master 35-39, perchè tanto è più corretto che io mi confronti con i miei pari, con quelli che in settimana lavorano.

poi vado a Finale a provare il percorso con Ambro. lui girerà in singlespeed. inutile dire che mi viene un attacco di "gelosia" e la voglia di partire senza cambi inizia a tormentarmi.

mi arrovello, non so che fare.

stamattina esco in bici da strada, a far girare n pò le gambe in agilità per un paio di ore. continuo a pensare: "elite o master? elite o master? elite o master? e se andassi in singlespeed? e se facessi singlespeed la jet? elite o master? elite o master?"

per un'ora intera mi rimbomba questa filastrocca assurda in testa.
STO IMPAZZENDO
sto pedalando a circa 95-100 rpm quando il cervello ormai sta andando in pappa.
poi il miraggio.

vedo in lontananza una persona con bici stracarica di bagagli.

di colpo la testa mi si svuota. "chi sarà? da dove arriverà? dove starà andando? che strada farà?"

mi affianco. è una ragazza, giovane, carina, bionda, con occhialoni trendy, una city/touring bike da 4 soldi, ma un sacco di borse tecniche ortlieb.

scambio 4 parole con lei, la accompagno per un pezzo, le mostro la strada per farle evitare una inutile salita ripida... lei è partita da londra 3 settimane fa, sta andando a roma. oggi si fermerà a fenis per ammirare il castello medievale per poi continuare fino a chatillon per la sosta notturna.
la ragazza ha un sorriso stampato in volto che non ho mai visto a nessun partecipante a nessuna gara (forse solo ad Ausilia, ma lei è un caso a parte...). si vede che è serena, che sta bene, che sta facendo una cosa che le piace (e che piace anche a me)

così quando la lascio per la sua strada, trono indietro, verso casa, di nuovo guardando il contapedalate, il mio cervello smette finalmente di chiedersi " elite o master? elite o master? singlespeed o geared?..." ma inizia a fantasticare sul dove andrò la prossima volta che monterò un portapacchi sulla mia bike, a quanti giorni potrò star via, se il mio sorriso sarà sgombro come quello della ragazza appena incontrata...

non lo so ora, ma di sicuro la sensazione che ho respirato oggi, per qualche minuto, mi è piaciuto, e sono consapevole che è la più pericolosa di tutte!

giovedì 10 maggio 2012

ssec 2012

Se si lascia passare troppo tempo, poi le idee sfumano...

Mi piace sempre un sacco andare in trasferta, soprattutto se il pretesto è una evento singlespeed dove poi ritrovo gli amici di sempre.
Floressas, dans le Lot, è lontano,  il mio navigatore di sicuro non aiuta nell'accorciare il tragitto e ci vogliono 12 ore per raggiungere il luogo di ritrovo.
Come arrivo mi si piomba sul furgone David, e sembra di esser rimasti fermi al SSEC '11... stessi volti, stessi amici, stesso intento...

ritrovo la cricca, molto più popolosa dello scorso anno. Casa Italia quest'anno unisce veramente lo stivale. ci siamo ritrovati da un pò tutta la nazione per questo evento. come arrivo strette di mano e abbracci, sorrisi, birre, le prime battute... do un volto ad alcuni amici di forum (in realtà solo Claudio e Domenico) mentre gli altri sono ormai volti noti... una cena dignitosa per gli standard francesi, ed è ora di pedalare.
il buio porta un pò di malinconia e di voglia di star da solo. non so che mi sia preso, ma ad un certo punto mi son ritrovato solo nel bosco, un pò staccato dal gruppone, e stavo bene. mi sentivo bene immerso nel buio, assorto nei miei pensieri. non che la compagnia mi infastidisse, ma star solo in bici mi sembrava meraviglioso.
una volta rientrati al campo la voglia di star via ancora era incontrollabile, per fortuna eravamo in un luogo sconosciuto e non avrei saputo dove andare...
un pò di festa, le provviste che iniziano a svanire... l'indomani si prospetta la gara, ma qui pare che nessuno se ne interessi. le birre, i salumi, i formaggi... tutto scorre a meraviglia!

il team italia, il team catalunia e il team nord iralndese, pretendenti al SSEC 13

il sabato mattina, nel nebbione, si fa colazione, ci si ritrova. con la nostra divisa della nazionale abusiva singlespeed siamo bellissimi, ma è tutto l'accrocchio di persone ad essere bello, variegato, colorato, divertente...

in action sulla salita nel fitto e verdissimo sottobosco

chi non ha mai visto un evento come il SSEC non può capire. l'agonismo non esiste, esiste solo la voglia di stare insieme e divertirsi!
vi assicuro però che per rimanere davanti ci si deve impegnare, e parecchio! nonstante le apparenze infatti ci si può trovare a lottare con uno in tanga e calze a rete, o con uno che ad ogni giro mostra le nude chiappe ai suoi amici... eppure van forte!

uno dei drift dopo l'ennesimo sorpasso ai danni del francese

nonostante un ritmo forsennato la correttezza e lo spirito goliardico pervadono, le sportellate che do al francese con cui lotto per il 4° posto sono prese in simpatia, consci che sono frutto di un divertimento esagerato, senza vena agonistica, come se si fosse su un single track a giocare con l'amico di sempre... eppure questo ragazzo non so nemmeno come si chiami!

premiazione del bike throwing... mi sono ripreso il titolo!!!

finisce la gara, continua la festa! prima della premiazione si fa un aperitivo a casa Italia, dopo la premiazione si mangia a casa italia, offrendo libagioni a chiunque passi davanti al nostro "stand". sempre molto apprezzato il nostro cibo all'estero!

e così, la domenica mattina, col cuore pieno di emozioni e di gioia di aver vissuto un ennesimo week-end di divertimento, si torna a casa.




ci vorrà un pò di tempo per tornare alla normalità, di giornate così se ne vivono troppo poche ma, forse, è anche questo il bello, riusciamo ad apprezzarle di più!


lunedì 9 aprile 2012

"dappertutto"



mai primavera fu più calda e anticipata.
così mi trovo con "un mese di km anticipo" rispetto agli annni passati!
ci sono i pro e i contro! la forma fisica e la resistenza ci sono già, ma sono i trail che ho in mente a non essere pronti, ancora innevati e bianchi!
così mi trovo a dovermi inventare giri non troppo in quota, ma anche a ripetere più volte giri già fatti in precedenza!

poco male, l'importante è pedalare!
ieri era Pasqua, alle 5.15 la sveglia interrompe il mio sonno. con tutta calma mi preparo e alle 6.30 (sono sempre un pò lento a partire!) sono in sella. l'obbiettivo è star via almeno 10 ore, in un lungo di mtb con tanto dislivello. mi sono messo in testa di fare un lungo al mese!
a marzo sono andato a SOVICO, ora tocca alla vera mtb!

il cielo un pò limpido un pò nuvolo, è meravilgioso, e le prime luci del mattino danno colori indescrivibili! l'aria è fredda, soffia già un discreto vento.


con calma mi avvio sulla mulattiera che in pochissimi km mi porta al solito paese (meraviglioso) di Saint Nicolas. continuo e salgo fino ai 2'000 metri del col de joux, passando per poderali e sentierini.


arrivato in cima butto un occhio in giro... a nord ancora troppa neve... ci vedremo tra almeno 20 giorni!

una foratura mi costringe a passare da casa per recuperare un'altra camera d'aria. poco male, il single track precipita da 2'000 a 700 metri in un susseguirsi di curve e curvette! do la mia tronata pasquale, un cappottone da annali. senza conseguenze ma un pò stordito riparto... poco più di 20 minuti dopo sono a casa.
prendo il necessaire e riparto subito!
mi porto in quota e prendo una bellissima poderale pianeggiante che mi porta fino ad un bivio. senza pensarci due volte sono di nuovo su una delle salite più ripide della zona! meno male che so cosa c'è dopo! dal mont poignon si scende alla grandissima su un single track favoloso!

arrivato a pont d'ael mi siedo vicino ad una fontana, acqua fresca, paninetto... una bella sosta ci voleva proprio!

riparto e cerco di decidere se stare su questo versante o salire dalla parte opposta, in direzione del G. san Bernardo... opto, sbagliando in pieno, per la seconda opzione!
infatti il vento soffia da nord, e io vado proprio in quella direzione! quando esco dal bosco le folate mi buttano quasi a terra! e meno male che non sono un peso piuma!

vorrei salire ancora, nel vallone del Menouves, ma non so come sia messo a neve e fa realmente troppo freddo! l'aria è gelida! così opto per un tratto di asfalto (mannaggia, me lo ricordavo più breve!) e mi porto a Doues, poi Valpelline e imbocco i RU che mi portano ad Aosta.



alla gelateria mi scambiano per un marziano, ma men frego e mi prendo un cono gigantesco che ingurgito pedalando in direzione di casa.

le gambe fanno male, sono stanco! il vento ancora una volta è contrario (che strano, è un vento a chiocciola, sempre contrario!) ma di nuovo, giunto al bivio, tra salita dolce su asfalto e mulattiera scelgo la seconda.
se presa con calma la salita, anche la più dura, la si percorre con facilità, o almeno senza troppa sofferenza! così passo da Introd, rivedo i due lama che già 11 ore fa mi avevano visto passare, e dopo 145km e 4500 metri di dislivello, sono di nuovo a casa, felice di non aver passato la giornata con le gambe sotto il tavolo ma pedalando, anche se non in condizioni ideali, finalmente per tante ore a casa mia, tra i miei boschi!




arrivo a casa e Cora mi chiede: "dove sei andato?"
rispondo: "DAPPERTUTTO!"


lunedì 2 aprile 2012

semplice follia



a volte me lo chiedo!!!
chi me lo fa fare di svegliarmi alle 5 meno un quarto di un lunedì mattina per uscire a pedalare quando tutti ancora dormono?

la risposta non so darvela. ma posso spiegare, o almeno provare a farlo, la sensazione che si prova quando ci si trova in cima ad una montagna alle 7.30 del mattino, nell'umido delle nuvole, con le prime luci del giorno, in un prato con almeno 20 camosci che ti stanno a guardare, indecisi sul da farsi, se restare lì a capire chi è quello scemo, o se scappare impauriti.
o la sensazione che si ha quando si scopre solo con il sorgere del sole che il cielo è nuvoloso, con nubi dense e basse...



posso provare a spiegare la sensazione di essere in fondo al vostro trail preferito alle 8 del mattino, ed essere coscienti che questo è solo l'inizio!
quando sei in cima alla seconda salita della mattinata e sei consapevole che ora ti aspetta un secondo lungo single track e che, quando sarai in fondo, sarai appena oltre la metà del giro!



risalendo provi a calcolare i tempi, per capire se ci stai dentro e se riuscirai ad arrivare in orario al lavoro... ma un pò te ne freghi, perchè sai che, in un modo o nell'altro, al lavoro in orario ci arrivi sempre!



quando arrivi in fondo all'ultimo single track, appena prima di casa, e guardi il gps che dice " 91km 3'300 metri di dislivello positivo", ti fermi in piazzetta, sudato e stanco, il campanile che segna mezzogiorno.. c'è tutto il tempo per una doccia, una pasta, pure un momentino sul divano!

poi vedi il tg e senti delle scommesse e le combines nel calcio. giro di migliaia e migliaia di euro... pensi agli "sportivi" che vanno allo stadio e ti guardano come se fossi un coglione quando passi in bicicletta...

sono un pazzo a fare certe cose. sì, forse è vero. ma ne sono felice!