lunedì 23 luglio 2012

Una scusa

Ci voleva una scusa per riuscire, finalmente, ad evadere per qualche giorno. Il livello di stress si stava alzando, rischiando di far intervenire la valvola del "troppo pieno".
Così, con la scusa del meeting Cannondale di Verbania previsto per martedì mattina, ho caricato a dovere la Fargo e sono partito in quella direzione la domenica mattina.



la pista ciclabile che collega Sarre a Chatillon

Le solite piste ciclabili valdostane hanno un aspetto differente quando le sfrutti per allontanarti; alzi la testa più spesso, cerchi con lo sguardo il panorama che conosci ormai a memoria, ma che non ti stancherà mai, invece salendo verso Andrate tutto si fa nuovo. Strade mai percorse, boschi mai conosciuti...

la lunga salita che porta al paese di Andrate

il panorama sui laghi di Ivrea da Andrate

Arrivo in zona campo sportivo verso le 11.40. C'è una sorta di mercatino locale, e c'è Lino che sforna miasse (Una sfoglia fatta di farina da polenta cotta su pietra e condita a piacimento, dolce o salata). Ho giusto fame e me ne sbafo una con due belle fette di toma: spettacolare! Questo è il bello del girare in bici! In auto o in moto difficilmente ci si sarebbe fermati...

"da Lino, miasse tradizionali"


Poco più in la trovo Max (gas29) che mi farà compagnia per buona parte del giro in zona Oropa. Percorriamo "il tracciolino" una bella sterrata che porta(va) fino a Oropa. Come si entra in provincia di Biella, peró, la strada diventa insulsamente asfaltata, sempre bella e immersa nel bosco, ma è veramente un peccato che ora sia così. Incrociamo forse 5 auto, motivo in più per decretarne l'inutilità, peró il posto è bello veramente!

la sterrata che da inizio a quel che resta del "tracciolino"

una volta questi panorami erano raggiungibili solo su sterrate

Sbuchiamo al santuario di Oropa un paio di ore più tardi, panino e cocacola e proseguiamo sulla panoramica Zegna (anche questa un tempo era sterrata).











il panorama che si vede da sopra il Santuario di Oropa è da mozzare il fiato!

Dopo la galleria sosta caffè e inizia la discesa.

la discesa su asfalto (dopo una breve grandinata) ci porta al bivio dove io e Max ci saluteremo

Ci salutiamo al bivio per la bocchetta Sessera dove, dopo una salita di 11km e una bella crisi di fame agilmente superata, inizio finalmente a pestare un po' di sassi.

la locanda del Bocchetto dove mi ristoro prima di iniziare lo sterrato

panoramica dal Bocchette Sessera. Al limite delle Alpi. da qui in poi la pianura, ma io resto sui monti!

La strada scende, trovo un posto per bivaccare. Sono solo le 17, ma pedalo da ormai 9 ore, ho fatto 150km, posso fermarmi e rilassarmi; domattina saliró all'alpe di Mera per poi scendere a Scopello, sempre, finalmente, su sterrato e proseguire il mio avvicinamento a Verbania.

la strada forestale che mi porterà al luogo di bivacco notturno

Ho trovato un bel pratino in piano vicino ad un (credo) rimessaggio/rifugio chiuso. C'è una bella tettoia di salvataggio, visto che il cielo a tratti diventa bello nero. Dovesse diluviare mi metto li sotto e amen! Oggi sono già scampato ad una grandinata, vediamo se sono fortunato anche questa sera!



Stando nel prato a far nulla ci si rende conto di quante cose si facciano in genere! È passata poco più di un'ora da quando sono arrivato, ho già montato la tenda, sistemato tutto... Aspetto solo un'ora decente per cenare e per coricarmi... Di solito al lavoro in questo tempo faccio Nmila cose, corro di qua e di la, cerco di fare più cose di quante in realtà sia possibile fare... Star qui a far nulla, a rilassarsi ascoltando solo il rumore del vento tra gli alberi e i grilli che cantano, fa uno strano effetto! Il tempo scorre lento, il cielo muta colore continuamente, passando dal blu intenso al grigio-nero nel giro di pochi minuti. Ma si sta bene. Qui non ho nulla, televisione, connessione internet, facebook, forum... Ma non mi manca nulla! Magari giusto un piccolo ruscello per sciacquarmi un po' meglio ecco! Mi basterebbe quello!!!

Sono abbastanza stanco, alle 19.30 mi pare di crollare dal sonno, così mi chiudo in tenda e mi infilo nel sacco a pelo convinto di cadere subito in un sonno profondo... Invece dopo un paio di ore sono ancora sveglio, non so dove girarmi, gli occhi aperti e vigili. Mi dico che in questi casi magari converrebbe pedalare fino allo sfinimento per poi crollare, ma quando me la prendo comoda, come oggi, faccio comunque sempre una fatica immonda a prender sonno! Lo scorso anno mi sono addormentato alle due del mattino in tenda, ora non vorrei dover attendere tutte quelle ore prima di riuscire a riposare per bene.
Il bosco è assordante a tratti, sento animali che sfrecciano nel bosco accanto, forse cinghiali; mi fanno sobbalzare, poi penso che se un giorno faró il great tour divide, avrò da preoccuparmi di ben altre bestie!!



Intanto il buio si avvicina, la temperatura cala drasticamente e ringrazio di essermi ricordato, in extremis, di prendere il sacco a pelo... Con solo il lenzuolino avrei patito decisamente il freddo!

Cado, finalmente, in un sonno profondo. Dormo benissimo, mi sveglio solo verso le 5 del mattino, mezzo congelato... Ci saranno 6 gradi, il mio fiato fa condensa nella tenda! Tiro su il cappuccio del sacco a pelo, mi metto in posizione fetale e stringo i denti.
Alle 7.30 alcune jeep si fermano alla casa. Sono i forestali che vanno al cantiere. Sbuco dalla tenda, saluto, mi attivo subito. Poco dopo uno di loro arriva con un bicchiere di caffè bollente "credo che ti faccia piacere un caffè caldo" mi dice... Eccome, mi ci voleva proprio!
Intanto il sole fa capolino. Metto la tenda ad asciugare, metto su il the (e mi brucio o i capelli o le sopracciglia, non lo so ancora, non ho uno specchio!) e faccio una super colazione con pane e nutella.
Inizio a pedalare, sto benissimo, come se ieri non avessi fatto nulla!



La sterrata che percorro é bellissima, circa 15km nei boschi con degli scorci favolosi... Ne approfitto per scattare un po' di foto. Il cielo è limpido ma non durerà a lungo: il tempo di raggiungere Scopello su strada e si fa grigio e cupo.

ancora sulla strada forestale che mi porterà verso Scopello




















































la discesa su strada che porta a Scopelo. sullo sfondo il monte Rosa



Raggiungo Varallo e inizio a salire per andare a cercare la sterrata che mi porterà al sentiero Beltrami.
Una deviazione mi porta su una salita durissima, ripida, fino ad un bivio. Qui decido di non scendere ma di proseguire, sul gps vedo che la strada si dovrebbe collegare al sentiero Beltrami.



Arrivo a quota 1400, nei pascoli, la strada si fa sterrata, il panorama mi riempie gli occhi... Sul gps la strada prosegue, nel mondo reale NO!
La strada diventa sentiero, abbandonato, ripido, ma vedo le indicazioni per Quarna Sotto. Lo seguo. A tratti si allarga, in altri momenti sono al limite del portage (che a pieno carico non è una passeggiata).


Ora il sentiero si fa quasi impercettibile, coperto di felci che arrivano quasi a coprire la mia bici. Fiducioso e fedele il mio gps indica una poderale a 500 m circa. Continuo la discesa, a tratti in sella (ma mi chiedo se son scemo) e a tratti (lunghi tratti) a piedi, ma vedere tracce di altri biker mi rincuora. Un passaggio di Milk qui ne farebbe un qualcosa di leggendario! A tratti mi ricorda il "Cenerentola" dei miei amici HUTR!

Finalmente arrivo alla poderale. Ovviamente è un sentiero anche questo! Mi guardo in giro. Sono immerso in una foresta fittissima, inizio a pensare che non ne uscirò mai!
Invece, finalmente, la strada si allarga con dei sali-scendi continui e passa in posti bellissimi. Alla fine di tutto ciò si arriva ad una chiesa, finalmente a Quarna sotto, e in un pratino con delle panchine vedo un grosso cartello "parco Fausto Coppi". Sembra che sia li per me! Onoro "l'Airone" consumando i miei due panini al crudo. Non ho birra per brindare con lui, peccato!
il parco "fausto coppi" dove pranzerò con un pensiero al grande campione!

Sulla divertentissima e tortusa strada che porta ad Omegna mi rendo conto di quanto questa Fargo sia guidabile anche da carica, ma mi rendo anche conto di aver forato la ruota posteriore. Riparazione al volo e scambio due parole con un ciclista che pare più felice si fare una sosta (lui sta salendo!) che di parlare, ma quando vede la mia bici e le mie borse Revelate mostra un interesse incredibile... Quando gli dico che arrivo da Aosta per poco sviene!!!

riparazione di emergenza con una pezza autoadesiva!

Giunto sul lago d'Orta mi viene una mezza idea di circumnavigarlo, ma una vocina mi dice:"vai a cercare un campeggio!"

Il tempo di un gelato e sono sul lago di Mergozzo. Faccio la coda in cinque campeggi per cercare un posto tra i tedeschi. Nulla, Tutti completi. Non hanno un posto per una tenda e una bici... Questa volta mi dico "viva i francesi"!!!! Da loro è impossibile non trovare posto in un campeggio.

Incazzato, scoglionato e deluso arrivo a Verbania, cercando una spiaggia in cui bivaccare nel sacco a pelo. Nulla, tutto privato!!!

Così raggiungo un santuario su una collina, sopra Ghiffa, il sacro monte della Trinità. Sembra il paradiso! Chiostri, cappelle e chiesetta con vista lago, tutto immerso in un bosco!

uno scorcio sul Santuario della SS.ma Trinità di Ghiffa

Anche oggi Into the wild! Ci sono un po' di fontanelle, ne approfitto per lavarmi al meglio... Non puzzo più, incredibile! Trovo un ristorante nei paraggi, scambio due parole col gestore, mi consiglia un posto per la notte...
Lo ringrazio ordinando antipasto, primo e secondo, affogo il tutto con due birre medie e mi preparo per la notte.
Domani il giochino si romperà, alle 9 appuntamento di lavoro, dove troverò Ivo che mi riporterà a casa dopo aver fatto il nostro dovere... Peccato che sia già finito, ma questi due giorni mi hanno fatto bene allo spirito, al corpo, alla mente!








La mia passione per queste cose sta esondando, non so ancora dove mi porterà ma, devo dirlo, MI PIACE!!

domenica 8 luglio 2012

La gara più dura al mondo



Così recita il sottotitolo della MB race di Combloux, nei pressi di Megève, in Francia, a poco più di un'ora d'auto da dove vivo io.
Che sarà mai, mi dico. I francesi hanno il vizietto di fare di ogni cosa "la cosa più ... del mondo", dalla bontà dei vini a quella dei formaggi; erano riusciti a dire anche che la vetta del monte Bianco era sul versante francese (4907 la loro, 4810 la nostra, per la cronaca).

La competizione si sviluppa su tre lunghezze, 70x3.600,100x5.000,o 140x6.700 e la si può scegliere in corsa (poi diró per fortuna).
Viste le distanze da percorrere lo start è alle 6.00 in punto. Sveglia alle 4.30, colazione del campione e... Inizia a piovere. A piovere copiosamente! Il tempo di partire e sono già tutto infracicato, mani, piedi, chiappe... Spingo allegramente il mio 33-21 (già, perché ovviamente, da idiota quale sono ho deciso di partire in singlespeed) e inizio i primi sorpassi. La lunga salita (1000 metri così, a bruciapelo) ci porta in un single track che pare volerci far fare "ciclismo saponato"!!! Mi trattengo, sto in fila... Uno mi si slunga davanti alla mia ruota anteriore. Per evitarlo sbatto contro un ceppo, salto letteralmente il manubrio, sento un craaaack (e penso: voilà, sto giro il telaio è scoppiato) e salto a piè pari nel bosco, contro un enorme pino.
Torno su, raccolgo la bici, per fortuna integra, e mi lancio nel single track. Butto un occhio al gps, ma non c'è più!!! Cazz, mollo la bici, torno su a piedi (il sentiero non sembrava così ripido a scenderlo in bici) e lo ritrovo tra i rovi. Altro orpello da mettere in tasca, dopo gilet, occhiali, anti pioggia, manicotti, telefono e gel; ormai paio un marsupiale! Proseguo la mia avventura su una lunga salita, pendenza giusta, non mi ammazza, salgo bene! I commenti si sprecano, ma il più figo di tutti è il cugino francese del Barella, lo affianco, mi guarda e mi chiede: "raccontami la tua storia, la tua pena da scontare... Perché se no non mi spiego una scelta così radicale e dolorosa..." mi metto a ridere, gli dico che ammè mi piace così, e lui mi dice "tu est un foutu malade!" che suona più o meno come "sei un fottuto pazzo". Scoppiamo a ridere tutti quanti. Li svernicio e proseguo.

Da qui in poi iniziano i bestemmioni: la strada si fa ripida, sasso smossi grossi come palle da biliardo, poi finalmente finisce, ma si deve spingere in un pratone a mezzacosta alla quota di 2000 metri con pioggia di traverso, vento gelido, fango sopra le caviglie e la bici che pesa 25kg... Spingiamo tutti per credo un'oretta bona, ma il panorama è da mozzare il fiato! Vale la pena di essere qui solo per il panorama! Vi giuro, STUPENDO!

Inizia il single track: argilla su radici e piante a foglia larga. Ancora giù a piedi, per un bel momento, e anche così, per stare in piedi, numeri da circo!
Gente che su sdraia e scompare tra i rovi ma che ritrovi poi più sotto, le ruote che si bloccano col fango... sono ridotto a una merda, ma mi sto divertendo (più o meno)! La scelta della singlespeed alla fine non è stata sbagliata: forcellini, cambi e catene rotte si contano a piene dita, io zitto zitto continuo a ridere sotto i baffi!!
Inizio peró a pensare che mi sa che oggi 70km saranno più che sufficienti!
Magari con un 24 (come avevo pensato in principio) andavo un po' meglio, ma questo 21 oggi gira comunque benone. Mangio fango ogni volta che mi tocco la faccia, che bevo, che provo a mangiare... Gli occhi sono pieni di sassi (e gli occhiali luridi e appannati sono in tasca!), faccio le discese con gli occhi quasi chiusi...

L'ultima salita (della 70km) è una roba assurda! Pende in un modo folle, tutti i biker del gruppo in cui mi ritrovo in quel momento spingono, come me. Finita la strada altri pascoli, portage, guadi... Passo su delle tavole in legno per guadare un acquitrino misto merda di vacca (francese)...faccio il figo... Ma mi sdraio e crollo sul cavo elettrico delle vacche! ZAAAK!!! Una scossa che pare fermarmi il cuore ( immaginatevi con i piedi nel fango e il cavo che vi passa sulla coscia). Per alzarmi mi appoggio al telaio: ZAAAK!!! ora il cavo tocca il telaio (e il carTonio conduce da bestia la corrente elettrica) e mi piglia un crampo alla coscia! Mi tiro su più veloce che posso, ma ora il cavo è sulla leva freno... Una terza scossetta, inizia quasi a piacermi! Quasi quasi resto li a fare un po' di elettrostimolazione!!!!

Ora il portage si fa serio, sembra di andare al rifugio Bonatti salendo dall'arp nouva, in Val Ferret. Scivoloso, ripido, pieno di frasche, foglie, moscerini... Finalmente l'ultimo colle, una veloce discesa riporta a Combloux, nessuno mi supera, ne supero un bel po'... Il livello medio non mi pare molto differente di quello italico! Al traguardo c'è una fila di birilli, a sx scegli il 100/140, a destra l'arrivo dei 70.
Ora c'è il sole, il gps recita 66km x 3989m, 6h30' in movimento... Non mi sento stanchissimo, sto bene, un po' le gambe dure per le camminate in quota, ma potrei continuare.
Mi guardo le gambe, piene di tarzanelli di fango, i piedi cotti che fanno cick ciack, i guanti zuppi e pieni di fango, la bici che peserà 19kg... Mi dico " 'fancuculo, mi fermo!" e così faccio. Al ristoro mi scolo un po' di coche (non hanno birre, che vergogna!) e vado a lavare quel che resta della mia bici.
Anche qui c'è chi sgrana gli occhi, chi non riesce a capire il senso della mia singlespeed, ma io dentro di me mi dico " 'zzo vuoi capire che non sai manco cosa sia un bidet e che bevi il cappuccino con le patarine fritte" ma cordialmente rispondo... Uno, riguardo alla forcella rigida, mi dice che vorrebbe vedermi nel tecnico smosso, ma non mi riconosce, non si ricorda (o fa finta) che l'ho sverniciato pochi minuti prima nonostante lui fosse su una full 29er...

Ora sono in campeggio ad aspettare che arrivino i miei compari di avventura,sono senza chiavi, lurido, ma sotto il sole a seccare bene il fango. Pensare di avere in frigo 4 menabrea (edizione del centenario) in frigo e non poterle sucare mi fa arrabbiare più di non poter fare la doccia ( meglio ubriaco e puzzolente che lindo e disidratato) e le chiavi le ha CB che arriverà chissà quando... Sento i campanacci che incitano i concorrenti in alto, sui monti, che stanno facendo la 100/140 e mi viene un po' di pentimento per non aver proseguito, ma in realtà il problema grosso è che non ho birra da bere!!!

a tarda sera guarderò le classifiche, così, per curiosità! mi piazzo 43° su 330 nella 70km (24 su 140 della mia categoria) ma vedo che la 140 l'hanno finita in 25 e la 100 in poco di più.
facendo due conti, in totale sono giunti al traguardo poco più di 400 biker, su 600 partenti. un calvario, una corsa a eliminazione... una tortura.

Una considerazione: i francesi saranno anche puzzoni ma in quanto a gare dure... Il percorso non era come piace a me (poco pedalato e tanto portage, quindi direi proprio un percorso di merda) ma non ho visto nessuno piagnucolare o lamentarsi DI NULLA, tutti sereni, luridi e sereni, e sorridenti, che ti incitavano quando li passavi... Nulla a che vedere con i nostri pseudo atleti che si ingarellano per la gara della salamella... Venite qui in Francia a vedere cos'è lo spirito sportivo, e se vi piacciono le sfide inutili in mtb, partecipate a questa gara!!!

giovedì 28 giugno 2012

la montagna assassina

Bene, ci siamo quasi!
Ormai Luglio è alle porte, e con lui arriveranno migliaia di trekkers, bikers e alpinisti dell'ultima ora, spesso sprovveduti, e inizieremo a sentire dei veri e propri bollettini di guerra.

La montagna assassina uccide ancora...

Vi riporto una mia piccola esperienza in merito: 2 domeniche fa ho fatto il mio solito giro epico di metà giugno in singlespeed, ormai un classico per me. Parto presto, salgo il primo colle a 2500, scendo a valle, risalgo il secondo colle (di nuovo  a 2500) e inizio la discesa su un nevaio. sella sotto l'ascella destra, mano destra sul top tube, gambe tese in avanti e braccio sinistro sul manubrio, usando la bike come un timone/freno. passo via veloce e in controllo assoluto. uno spasso.



arrivato in fondo butto un occhio al gps; intravedo un sentiero in lontananza, paiono combaciare... mi avventuro nei prati e lo raggiungo, scollino, e mi si presenta un secondo nevaio. stessa tecnica, lo sorpasso agilmente. ora sono sul sentiero, ma... c'è un ma, ed è un MA bello grosso.
il sentiero sale, sale sale ed è letteralmente sepolto di neve. indietro non posso tornare, si sprofonda fin oltre il ginocchio. mantenendo la calma cerco di orientarmi e di capire dove posso passare. in questi casi fare la vaccata è facilissimo...


impiego quasi 2 ore per trovare "il bandolo della matassa" e quando finalmente sono sulla via corretta raggiungo il terzo dei 5  collli che mi aspettano oggi. dalla quota di 2600m posso voltarmi e capire la strada che ho percorso e, soprattutto, la facilità di errore in cui sarei potuto incappare, lasciandoci la pelle.

oggi situazione analoga. partito da casa raggiungo un colle a 2800 con l'intenzione di fare una cresta a piedi (per circa 20 minuti di camminata bici in spalla) per raggiungerne un secondo da cui parte un sentiero tecnico e divertente ma piuttosto esposto e pericoloso.
arrivato in cima una serie di nubi nere e dense si appoggia alla vetta della montagna e limita di molto la visibilità. mi guardo intorno per un momento, dal basso sembrano arrivare i rinforzi con altre nubi nere. apro la cartina (ora non mi fido più solo del gps!) e vedo che la traccia in cresta è segnata come pericolosa e a tratti è ferrata.
bene, giro i tacchi e torno indietro. sono solo, in quota, con poca visibilità... la montagna è qui, nessuno la sposterà fino alla prossima glaciazione...

riprendo il sentiero e scendo a valle. mi bevo una birra, mangio un panino e torno a casa. scendendo mi volto: il colle ora è praticamente sgombro dalle nubi di prima, ma non mi pento della mia scelta, sono a casa tranquillo e sereno, con un bel "mezzo" giro nelle gambe...

con questo voglio augurare a tutti una piacevole estate e con una raccomandazione: PRUDENZA!
la montagna non ammazza nessuno se la si rispetta, siamo a decidere se sia il caso di tornare a valle o no. non rischiamo inutilmente la nostra preziosa vita per una semplice escursione. le montagne sono qui da millenni.



forse non avrete modo di tornarci a breve, ma non per questo dovete rischiare di morirci: così non ci tornerete mai più!

venerdì 8 giugno 2012

Non è una bici da poser

In genere non posto mai "robe" tecniche, ma solo emozioni e avventure.
Questa volta, peró, mi voglio soffermare sul nuovo mezzo che ho allestito; lo faccio perché se è vero che il fine giustifica i mezzi, la nuova Salsa Fargo sarà il mezzo che mi permetterà di vivere avventure e inanellare tanti tour che per ora sono solo nella mia testa.

Una drop bar mtb? Perché?
Perché certi percorsi sterrati con un ciclocross non li fai per via della gomme troppo piccine, perché quando stai 15 ore in sella per diversi giorni il manubrio di una mtb diventa stancante e non lascia molte alternative alla posizione delle mani/braccia.
Perché una Fargo? Perché è in acciaio, perché ha la possibilità di montare infiniti accessori, dai 5 porta borraccia ai vari portapacchi anteriore, laterali, posteriori, è compatibile con le borse revelate designs per caricarci di tutto senza aver beghe con i portapacchi, perché nasce proprio per essere caricata.
Insomma, una bestia da soma con un cuore da purosangue!

Davanti al bar potrà suscitar commento di ogni tipo, da chi resterà affascinato a chi la deriderà, passando per quelli che mai immaginerebbero di cosa si possa fare con una semplicissima bicicletta!

Quindi, ora, il giochino è acceso, le idee ci sono e il mezzo per realizzare è pronto.
Non resterà che dare il via e iniziare a giocare!

lunedì 28 maggio 2012

RELAX

ho corso di nuovo...
la gara di casa, a Cogne, non si può non fare. il percorso, anche se per niente tecnico e per niente adatto alle mia caratteristiche (come ha detto Basso per tutto il giro) mi piace un sacco.
a Cogne c'è una specie di magia d'antan, lontana dalle altre granfondo nazionali. qui è tutto più ruspante e genuino, sembra di essere proiettati indietro nel tempo di 15 anni.
ho fatto la mia gara, non ero al 100% (forse appena al 70...) ma mi sono comunque divertito...
sono però tornato a casa con una idea fissa: ho voglia di singlespeed.

così questa mattina, con calma, sono salito in furgone fino a Saint Nicolas e ho fatto il mio giro tipo del pre e post gara. panorami da riempirsi gli occhi, silenzio, pace... la mia bike monomarcia procedeva leggera e silenziosa, gli uccelli del bosco cantavano allegri. ogni tanto alzavo lo sguardo dal terreno, per riempire i miei occhi e il mio cuore di tanta bellezza.




mi sono fermato un attimo sotto un albero, in pace, ad ammirare il paesaggio. nonostante io viva qui da sempre, rimango ogni volta affascinato dal posto in cui ho la fortuna di stare. mi bastano 15 minuti di auto o 50 di bici per essere in paradiso!

pedalando oggi mi sono emozionato! ho visto marmotte, volpi, cervi, aquile e falchetti. ho annusato l'aria pura, non ho visto nessun essere umano. come si stava bene lassù!
ho acquisito la consapevolezza che io sono destinato a stare nella natura, non posso mischiarmi in mezzo a mille altre persone che ottano per arrivare prima di me. io ho bisogno del bosco, ma devo poterlo ammirare, annusare, respirare. non mi va più di sfrecciare a tutta velocità e a testa bassa, perdendomi questa meraviglia.
io ho bisogno di vivere il bosco in relax.

ho capito che la singlespeed mi aiuta a fare questo, ho capito che la singlespeed è il mio modo di vivere la mountain bike, la montagna, la mia vita.
ho capito che, sarò pazzo o scemo, le prossime gare le farò di nuovo in singlespeed, compresa la mb race. se poi non starò nel cancello orario, toglierò la tabella e proseguirò senza numero, respirando il bosco e lasciando la classifica a chi ne è più interessato.

non voglio più vivere la mia passione con tutto questo agonismo, io voglio viverla con calma e serenità. se poi ogni tanto ci metterò dentro una gara, sarà per vedere un posto nuovo, un sentiero che altrimenti mai percorrerei, ma di sicuro non per dimostrare a qualcun altro che io sono più veloce di lui. e per questo lo farò in singlespeed!

mi potrei attirare delle critiche, ma ormai ne ho avuto la riprova definitiva: gears is for loosers!

domenica 20 maggio 2012

Un risveglio da campione

Dormo poco. In genere 5-6 ore per notte. Di più proprio non riesco.
Ora sono qui, nel furgone, sotto una pioggia battente e incessante. Dopo aver riposato per circa 13/14 ore filate.
Come mai? Cos'è successo?

Beh, partiamo da lontano.
Lo scorso anno alla 24 ore di Finale presi il primo schiaffo della mia vita: ritirato dopo 12 ore.
Mi ripromisi che non avrei più corso una 24ore, troppo dura, troppo "disumana", troppo tutto...

Qualche mese dopo Mauro mi manda una mail dove mi dice:"Marco, la 24h di Finale sarà valida come campionato del mondo! Dai che ce la fai !"...
Ecco, fregato! Per il primo anno in vita mia mi alleno con un po' più di testa e meno "alla buona", percorro un terzo dei km in più rispetto allo scorso anno e mi sento pronto alla sfida.

Ho i mezzi giusti, grazie ai miei sponsor e ai miei contatti, per fare bene. La mia NINER JET RDO è un mezzo incredibile, spazia dal trail riding all'endurance con un semplice cambio gomme! Ho un impianto luci forniti da MAGIC SHINE ITALIA (tramite l'amico Roberto Chirio) in grado di incendiare i boschi per quanta luce genera! Ho la mia solita SPIRUL ENERGY a darmi forza, mi aiuta a non farmi venire i crampi, a sentirmi al 100% senza ausilio di altri integratori!

Mi preparo da ometto serio, per un mese non bevo birra, cerco di mirare le uscite lunghe e i recuperi, faccio tutto come si deve!
Ora sono qui, carico, pronto, determinato.
Non mi resta da far altro che pedalare, alimentarmi, controllarmi...

Non inizia nel migliore dei modi: dopo solo 4 ore sono piantato, le gambe dure, faccio fatica. La mia solita crisi della quarta ora, lo so, mi conosco!
Mangio pasta, bevo cocacola. Via, ripreso bene!

Monto le luci, sono tra i primi a farlo: non vedo l'ora che sia buio! Adoro la notte, tutto si placa, i sensi si fanno più sensibili... Faccio una fatica incredibile a controllarmi, vorrei andare più forte, ne ho, mi sento bene! Ma so che con l'alba sarà meglio, so che il mio corpo penserà di aver riposato e so che questo mi darà la forza per darci dentro alla grande!

Alle 4/5 del mattino arriva il mio amico Riggi, é venuto fin qui per assistermi, un grande! Grazie a lui inizia a concretizzarsi l'idea che i 50' di distacco dal primo non siano incolmabili, che con la testa e con l'astuzia la mia gara può diventare LA gara della vita. Ogni mezzo giro mi da i tempi, recupero tantissimo, sto bene, il mio corpo si è svegliato dalla notte, ho idea di essere quasi fresco e riposato!
E infatti, minuto dopo minuto, giro dopo giro, il divario si assottiglia, si annulla, e gira a mio favore. All'ultima ora sono in testa con 36 minuti di vantaggio! Non mollo, a tempo quasi scaduto inanello un ultimo, decisivo giro, percorrendone così uno in più del mio avversario diretto!

All'arrivo Riggi mi aspetta con una birra, al solito taglio il traguardo birra al cielo, come per brindare con tutti i concorrenti: vengo acclamato come se fossi un eroe!

Mia moglie Cora, immensa, grande, indispensabile, dopo che mi ha fornito un'assistenza perfetta e ineccepibile, ora è li, senza aver chiuso occhio per più di 32 ore, ad attendermi per festeggiare, con gli occhi pieni di lacrime di gioia!

Alla premiazione vengo accolto con applausi, Enrico mi confessa di aver seguito con passione la mia rimonta, dice che è stato entusiasmante assistere ad una rimonta così!
Anche lui è emozionato, si vede che è felice di premiarmi!

Chiudo così la prima gara importante di stagione, con un risultato inaspettato ma su cui ho lavorato molto. Non cambierà nulla nella mia vita ma, ogni volta che vedrò la mia maglia iridata, mi verranno in mente mille ricordi bellissimi!!!!

lunedì 14 maggio 2012

(anti)agonista

Ok, lo so, sono un agonista.
mi piace mettermi alla prova e sfidare me stesso in prove (spesso idiote) per vedere dov'è il mio limite, oppure solo per capire se "quella cosa si possa fare".

ora ho in mente solo la 24h di finale, questo fine settimana. ho fatto credere a me stess oche mi importava poco, che avrei fatto la MIA gara, senza badare al risultato...
bene, mancano pochissimi giorni e l'agitazione si fa sentire! mi sembra ovvio!

iscritto come elite, decido di correre geared e non singlespeed. poi decido che forse è meglio correre nella mia categoria di età, master 35-39, perchè tanto è più corretto che io mi confronti con i miei pari, con quelli che in settimana lavorano.

poi vado a Finale a provare il percorso con Ambro. lui girerà in singlespeed. inutile dire che mi viene un attacco di "gelosia" e la voglia di partire senza cambi inizia a tormentarmi.

mi arrovello, non so che fare.

stamattina esco in bici da strada, a far girare n pò le gambe in agilità per un paio di ore. continuo a pensare: "elite o master? elite o master? elite o master? e se andassi in singlespeed? e se facessi singlespeed la jet? elite o master? elite o master?"

per un'ora intera mi rimbomba questa filastrocca assurda in testa.
STO IMPAZZENDO
sto pedalando a circa 95-100 rpm quando il cervello ormai sta andando in pappa.
poi il miraggio.

vedo in lontananza una persona con bici stracarica di bagagli.

di colpo la testa mi si svuota. "chi sarà? da dove arriverà? dove starà andando? che strada farà?"

mi affianco. è una ragazza, giovane, carina, bionda, con occhialoni trendy, una city/touring bike da 4 soldi, ma un sacco di borse tecniche ortlieb.

scambio 4 parole con lei, la accompagno per un pezzo, le mostro la strada per farle evitare una inutile salita ripida... lei è partita da londra 3 settimane fa, sta andando a roma. oggi si fermerà a fenis per ammirare il castello medievale per poi continuare fino a chatillon per la sosta notturna.
la ragazza ha un sorriso stampato in volto che non ho mai visto a nessun partecipante a nessuna gara (forse solo ad Ausilia, ma lei è un caso a parte...). si vede che è serena, che sta bene, che sta facendo una cosa che le piace (e che piace anche a me)

così quando la lascio per la sua strada, trono indietro, verso casa, di nuovo guardando il contapedalate, il mio cervello smette finalmente di chiedersi " elite o master? elite o master? singlespeed o geared?..." ma inizia a fantasticare sul dove andrò la prossima volta che monterò un portapacchi sulla mia bike, a quanti giorni potrò star via, se il mio sorriso sarà sgombro come quello della ragazza appena incontrata...

non lo so ora, ma di sicuro la sensazione che ho respirato oggi, per qualche minuto, mi è piaciuto, e sono consapevole che è la più pericolosa di tutte!