giovedì 15 novembre 2012

fat bike

7 ore nei boschi, immerso nella neve. non con gli sci, ma con la fat bike.
silenzio come solo la neve sa creare, il freddo che scompare con la fatica, il fiato che si condensa nell'aria.

nuove sensazioni, soliti luoghi che diventano "strani", come sconosciuti.

emozioni mai provate, i soliti panorami, raggiunti in bici anzichè con gli sci, hanno un aspetto diverso!

bellissima giornata!




domenica 11 novembre 2012

focus: GTD


da un pò di tempo non scrivo sul mio blog...

Chi mi segue e mi conosce già sa a cosa sto lavorando per il 2013. ok, la stagione è appena conclusa, la Hellas Trans Mountains in Peloponneso è stata una gara stupenda e super soddisfacente per me, ma l'obiettivo a cui punto ora è ben più alto.
ogni volta che mi collego al web, ogni volta che salgo in bici, ogni volta che distolgo l'attenzione sulle cose quotidiane, mi viene in mente qualcosa al riguardo, cerco informazioni, corro a cercare quello che mi manca. impulsivamente, come se dovessi partire domani, mi sento già pronto a partire!

ma dove? già, dove!

Banff, in Canada sarà teatro della mia partenza per la nuova avventura a cui ho deciso di prender parte: il GREAT TOUR DIVIDE.

una non-gara estrema, che percorre l'intera continental divide, la strada sterrata che, lungo le rocky mountains, collega lo stato dell'Alberta (Canada) al messico. 4500km e 61'000m di disilivello separano i due punti, tutti da percorrere in autonomia TOTALE senza alcun appoggio esterno, senza assistenza, senza NULLA!

ai più potrà apparire una cosa estrema, idiota, senza senso. eppure il fascino che ha su di me (e su molti biker come me a quanto pare) è indescrivibile. non so spiegare le sensazioni che si provano a pedalare per tantissime ore consecutive, per più giorni (in realtà non sono mai andato oltre i quattro giorni) in terre sconosciuto, spero di poterlo fare al mio ritorno però!

non scriverò il mio "target" non dirò quanto tempo credo di impiegarci poichè ui l'avventura è concludere il percorso, costi quel che costi, indipendentemente dal tempo impiegato. ok, il record è di 15 giorni appena, per rientrare tra i "finisher" bisogna stare in una volta e mezza il tempo record... ce la farò, sicuramente, voglio farcela perchè non so se potrò ritornare a pedalare laggiù.

mancano sette mesi alla partenza ma non sto più nella pelle già da ora. l'inverno è lungo, ma passa in fretta e, quando sarà finito, sarà ora di lavorare sodo per prepare al meglio questa avventura!

intanto attendo la neve, le sciate, le pedalate con la nuova fat bike... distogliamo per un momento lo sguardo sulla mera preparazione e pensiamo, come al solito, al puro divertimento. l'inverno sserve a questo dopotutto!!!

domenica 21 ottobre 2012

Fine stagione

Prendi una domenica di fine ottobre, una calda domenica, 4 amici, un lungo giro in mtb fino a 2200m di quota e la nuova singlespeed.

Mixa tutto con panorami mozzafiato, colori spettacolari, single track infiniti.
Otterrai una domenica di mtb vera, sincera, pura. Come piace a me.

È mancata solo la castagnata finale, ma non si può avere sempre tutto!

Grazie a Elisabetta e Sergio, Alessandro, Fabio per la bellissima giornata!

domenica 14 ottobre 2012

dove sta andando la singlespeed?

A volte, scherzando con Simone, dico: "la singlespeed sta andando a puttane ed è tutta colpa mia" e ridiamo sempre.

Mi sono avvicinato alla SS nello stesso momento in cui ho capito di avere una particolare attitudine alle lunghe distanze e alle gare endurance e, col mio viziaccio che ho di condividere tutto, ho convinto (più o meno direttamente) molta gente a provare la bici monomarcia.
ho pedalato migliaia di km senza i cambi, fatto dei dislivelli incredibili, vinto delle gare endurance, tutto perchè mi ha conquistato il modo, lo stile, la purezza del gesto.

ora vedo sempre più persone che spingono per inserire una categoria singlespeed nella gara o nel campionato locale, puntualmente con una manciata di partenti.

NO, FERMI UN ATTIMO! Non è ciò che vuole essere la SS!
la SS è semplicità, silenziosità, purezza del gesto. non voglio che diventi un modo per portare sul podio qualcuno che altrimenti sarebbe lontano dalle parti alte della classifica. la singlespeed deve stare lontano dalle gare e, se proprio ci si presenta al via, che lo si faccia correndo con tutti gli altri.
non voglio la categoria specifica, non voglio un ghetto dove giocare solo con tre suonati come me... volgio giocare ad armi (im)pari con gli altri biker della domenica, voglio sudarmi i sorpassi in salita, in discesa lasciando correre il mezzo senza sfiorare i freni ma, soprattutto, voglio svegliarmi un mattino di ottobre sotto la pioggia, con la giacca antiacqua, a pedalare nel silenzio il mio bosco dietro casa, senza preoccuparmi del fango nei cambi o negli steli della forcella.

voglio pedalare tranquillo e sereno, andare lontano senza pensieri, perchè la singlespeed è questo. non è agonismo a tutti i costi, non sono gambe depilate e creme riscaldanti, non sono podi a due persone, non sono caramelle rubate ai bambini.

singlespeed è il silenzio, è un lento procedere nel bosco, una lenta salita verso la vetta del monte, un silenzioso scendere dal sentiero preferito.
e voglio che sia ancora e sempre questo!


giovedì 4 ottobre 2012

HELLAS TRANS MOUNTAINS!!!

Eccomi qua, seduto su un divano a mangiare grappoli d'uva cercando le parole per descrivere le emozioni vissute in questa stupenda, spettacolare gara di ultra cycling.
Ma partiamo dallo spiegare cos'è una gara di questo tipo: si tratta del dover percorrere, entro un determinato tempo limite e nel minore possibile, un percorso di mtb di X km senza assistenza sul percorso, in totale autonomia, fatta eccezione dei ceck point (CP).
Nel caso di questa gara svolta nel Peloponneso, la distanza da coprire era di 455km, "conditi" da un dislivello da capogiro: 13.000 metri!!!

Il bello di queste gare é che, indipendentemente dal livello agonistico, l'ambiente é molto "easy", tutti si pconoscono, non si vede quell'agonismo "malato" che spesso si vede nelle granfondo (e ultimamente in qualche 6 ore).

Così lunedì mattina siamo partiti alle 6 del mattino, dopo un minuto di silenzio dedicato a Franca, icona del mondo endurance prematuramente scomparsa qualche anno fa.

Ancora buio, le vette circostanti illuminate dalla luna ancora piena di li a poco illuminate di rosso per poi lasciare spazio al sole. Girandosi a guardare gli altri bikers e le loro luci sulla salita mi provoca un'emozione fortissima; siamo all'inizio di una nuova avventura e nessuno di noi sa ancora per quanto tempo ne avrà... In una 24h sai che, una volta scaduto il tempo, finisce il gioco!

Dopo qualche ora di gara sono in testa: mi volto a guardare se qualcuno è vicino ma, dopo un po' di volte decido che non ne vale la pena: devo fare la gara su di me, che ci sia qualcuno o no dietro di me, sarò io il mio solo avversario da battere oggi!

Arrivo al primo check point, a Goura, dopo circa 110km con 3500m abbondanti nelle gambe, ma in ottime condizioni. Non sono stanco, non ho dolori... Sto benissimo! Mezz'ora di stop per mangiare un po', metto il timbro e riparto. Il secondo non si vede (scoprirò poi che arriverà due ore dopo di me).

Questa parte di gara è quella che più mi ha entusiasmato: una lunga salita, dura, impegnativa, passaggi tra roccia di vari colori e fitta vegetazione... Nulla da invidiare alle mie montagne, anzi, l'assenza dell'asfalto rende il tutto più selvaggio ( in 12 ore non incontrerò anima viva!). Percorriamo così il perimetro del monte Ziria passando per il punto più alto della gara, a circa 1800 metri di quota.
Lunga discesa, panoramiche da favola, sono obbligato a fare varie soste per fare qualche foto. Tra varie salite,discese, sterrate e single track, mi trovo alle 19.30 in un paese con una sete maledetta e con l'acqua che non mi toglie la sete. Vedo un chioschetto e ne approfitto per scolare un birra gelata (più che berla me la sono svuotata in gola!).
Riparto in salita, ancora su e giù, nel buio, passando per campi e prati fin quando (non mi ricordo come) raggiungo il Cp2.
Ancora bello pieno di forze, mangio, faccio stretching e riparto, conscio del fatto che staró fuori tutta la notte e che, all'alba, ci sarà ancora una intera giornata da affrontare sui pedali. Regolo quindi la mia andatura sul blando, cercando di non forzare mai l'andatura e mantengo i battiti molto bassi, non superando i 120!

La notte passa molto in fretta, ma alle 6 mi arriva una botta di sonno allucinante. Cerco di tenere duro, ma non ce la faccio proprio... Sto crollando, sbando, mi si chiudono gli occhi... Basta. Non resisto! Vedo dei mucchi di ghiaia sul ciglio della strada. Mi fermo, butto la bici da una parte e muoio in Santa pace abbandonato sui sassi.
Mi sveglio dopo 14 minuti bello "ringalluzzito" e proseguo la mia corsa.
Il mio corpo deve aver interpretato questo micro sonno come un riposo vero.

Ormai è la seconda Alba, il cielo si schiarisce e sto ancora benone; ho un fastidio al ginocchio sx da ormai qualche ora, ma non mi fa male (ancora).
Sono a Olympia, dopo essere passato in zona archeologica (ci sarebbe da fermarsi a fare una visitina qui...) e ritrovo Marco che mi attende al CP3.
Qui sento di esser stanco, ma non da dovermi fermare. Faccio 4 colazioni complete con uova, pane, frutta, succhi di frutta...
Rifaccio stretching e riparto.

Lascio la sacca idrica a Marco per fare il pieno d'acqua... Sorpresa: si é bucata! Pazienza, un litro e mezzo ci sta comunque!

Di li a tre ore maledirò l'avere così poca acqua da gestire, immerso in una salita durissima a spingere la bici con 36 gradi sotto un sole veramente rovente... Un delirio, un susseguirsi di su é giù interminabile, mi spruzzo crema solare (fp 30) ogni ora scarsa, sto cuocendo!
Il ginocchio fa ora molto male. Mi invento un bendaggio con del nastro americano, dopo un'ora il dolore se ne va e mi lascia finalmente in pace!

Una volta in cima trovo una fontana: secca. Poi un'altra: secca.
Inizio a preoccuparmi quando, finalmente trovo un bar. Con 4€ compro 4 bottigliette d'acqua e due lattine di coca. Bevo, mangio, riparto... Bevo, mangio, riparto... Questa sequenza l'avró ripetuta un sacco di volte da ieri mattina!!!

Il percorso non accenna a diventare semplice: strappi inpedalabili e fondo sassoso e infido mi fanno smontare di sella più e più volte. Ma mi sono allenato come si deve, non patisco a spingere!
Finalmente sono sull'altipiano, ai piedi dell'Erimanthos, mi mancano "solo" due salite ma più di duemila metri ancora!). Per passare da una parte all'altra della valle le poderali sono veloci e filanti, spassose, ma come si inizia a salire ancora strappi durissimi e sassosi. Prendo e perdo quota continuamente, le gambe stanno bene, non ho male a spalle-mani-braccia, il ginocchio perfetto con su il nastro americano. Solo un discreto mal di culo da sfregamento, mettendoci la crema si allevia ma l'effetto dura poco!
La testa inizia a fare strani scherzi... Mi vedo da lontano, come se stessi assistendo uno che pedala ma che non sono io: " ti prendo l'acqua così bevi", " forse é meglio se cambi se no ti pianti sugli strappi" e "te l'avevo detto di cambiare"...
Poi finalmente, una volta resomene conto, mi scuoto e smetto di far così!

Alla fine della salita ancora sonno, sbando a destra e a sinistra, fin quando mi arrendo e mi sdraio 10 minuti sul bordo strada, in un prato.anche questa volta funziona e riesco a proseguire; una lunghissima discesa e una delle salite più dure di sempre, fatta di ghiaioni ripidissimi, mi portano al colle, l'ultimo colle!

Da qui si scende in un single track abbandonato, a piedi, e si prosegue verso Calavryta: nel mezzo del bosco, ancora in preda al sonno e alla fame, mi mangio dei crackers con dei salamini Beretta, i più buoni di sempre, e continuo, imperterrito, verso l'arrivo.
Mancano ancora poco più di 26km, ma mi ci vorranno almeno due ore e mezza (tra saliscendi, incroci sbagliati, gps con le pile finite e quant'altro) prima di tagliare, felice e soddisfatto, il traguardo, accolto da tutti come un eroe, bagnato da una doccia di birra!!!

39 ore e 26 minuti dopo la mia partenza, dopo aver percorso 465km e 13.500 metri di dislivello positivo, fermandomi per un totale di sole 2 ore ai check point, concludo questa ennesima sfida con me stesso, conscio di aver raggiunto un limite credo invalicabile, ma comunque gestibile!

Ora si inizia a lavorare al prossimo progetto!

sabato 29 settembre 2012

On the trails!

Arrivato a Patrasso alle 13, Stefano era già li per me. Giro panoramico per salire a Kslavryta.
Il tempo sembra essersi fermato 30 anni fa, non sembra di essere in Europa, mi fa più pensare di essere a Cabo Verde. Gente rilassata, bambini nei cassoni dei camion, nessuno col casco in moto, strade dimenticate...
Il panorama ti riempie gli occhi, alte montagne e fitti boschi a perdita d'occhio, alla faccia di chi vede la Grecia solo per le spiagge!

Ho trovato gli altri concorrenti, tra cui Ausilia e Seba e siamo partiti a pedalare per visitare un monastero ortodosso... Molto bello! Poi abbiamo allungato un po' il giro passando per sterrate. Ottimo pomeriggio! Ora a cena tutti insieme (tra l'altro si mangia molto bene!!)

Domani breafing pre gara e ceck dei mezzi.

A presto!

venerdì 28 settembre 2012

Vita da pro

Una volta tanto non mi muovo poche ore prima il via di una gara, ma con ben due giorni di anticipo!
Arrivare a Bari, con calma, é stato bellissimo, sfruttando tutta l'ospitalitá e la simpatia dei miei amici Baresi conosciuti sul forum (Gianni su tutti).
Ho così passato due giorni bellissimi in ottima compagnia, mangiando come si deve e riuscendo, per una volta, a presentarmi al via rilassato e sereno.
Il viaggio sarà ancora piuttosto lungo, ho dimenticato i tappi per le orecchie non so dove in giro per a sacca e, si sa, le navi non sono molto silenziose!
Comunque vada, domani alle 12.30 sarò a Patrasso, pronto a vivere questa nuova avventura incredibile.

HELLAS TRANS MOUNTAINS, sto arrivando!